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sabato, ottobre 25, 2003
Volendo?
Facciamo una statistica (il campione del mondo sono io, naturalmente). Si chiede: Sei capace di intendere? Le persone che mi stanno simpatiche abbozzeranno un sorriso e diranno qualcosa del tipo: Si fa per dire – ma di volere? S’intende abbastanza bene cosa voglia dire incapace di intendere, ma cosa cazzo vuol dire incapace di volere? I pazzi clinici davvero sono incapaci di volere anche solo un plumcake inzuppato nel thè caldo in una mattinata fredda? Nice diceva in qualche suo primo capitolo (dai secondi in poi, e chi se li ricorda) che razza di esseri inferiori siano quelli che non sanno resistere agli stimoli. Freud ghignava e prendeva nota. Ma ho scoperto oggi (linkatevelo da voi) che Freud non (ri)lesse Nice, nonostante lo considerasse vicino alla psicanalisi, anzi per questo – perché insomma era in un certo periodo di sviluppo delle sue idee e della loro pratica clinica – mentre nel periodo precedente aveva (ri)letto volentieri Schopenauer per simmetrici motivi – insomma non lo aveva voluto studiare perché temeva di esserne troppo influenzato. Maccome! Te, Freud, l’Adulto, quello con un Io grosso come un polder (era un uomo libero? Baudelaire avrebbe negato), proprio te mi ti confessi così spudoratamente impotente a resistere criticamente agli stimoli? Ovviamente non sono sorpreso davvero. Nice lo stesso, e per quanto rifiutasse di accendere il riscaldamento per puro stoicismo (sic) poi diceva chiaro e tondo (in un altro primo capitolo, o forse lo stesso) che – ci sono cose che non voglio leggere – e Schopenauer annuiva – e lo stesso Nice, sempre gravido spiritualmente, per gestire meglio le voglie leggeva e rileggeva Stendhal (idem Canetti scrivendo Autodafé, fra parentesi). E Freud, bisognerebbe stupirsi di uno che ha fondato tutto sul nulla delle sue suggestioni? No, non è che ci si stupisce. S’intende benissimo (si fa per dire): una razza di esseri inferiori incapaci di volere.
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